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Attention-Deficit / Hyperactivity Disorder

Settembre 3, 2014 at 7:20am
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7:20am
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Settembre 2, 2014 at 7:00pm
64 note
Rebloggato da unoetrino

(Fonte: unoetrino, via madonnaliberaprofessionista)

6:48pm
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[AR MARE]

Sulla testa me s’appoggia
Fantasia e rima baciata
Tutta la materia grigia
De poesia s’è colorata

Er costato è ‘na valigia
Viaggia er core canterino
‘Na farfalla se parcheggia
Sur tettuccio der lettino

Affollata la mia spiaggia
Sono assenti odio e rabbia
Guardo er mare mentre appoggia
Er salato sulla sabbia

Sento er vento che solfeggia
Mentre all’ombra se riposa
C’è ‘n pischello che palleggia
Co’ du’ amici e la sua sposa

Abbronzante che m’assaggia
Sto cor sole ‘n comitiva
Chi sa ride me contagia
C’ho ‘na vita positiva

Er Pinto

— [Ar Mare] - Poeti der Trullo

1:15pm
27 note
Rebloggato da 3nding

(Fonte: 3nding, via paz83)

12:34pm
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Dopo la conquista, il potere occorre riempirlo di fatti, di idee, di proposte. E su questo Renzi arriva tardi e male. E non solo perché non ha i soldi. Anzi. Arriva tardi e male perché in questi mesi non ha saputo o voluto raccordarsi davvero con il paese, e la sua crisi. Il suo orizzonte è stato il più politicista di tutti i leader più recenti. Proprio perché concentrato sulla presa dei centri di potere. Ma non ha saputo mai spiegare a tutti noi perché si sta sempre peggio, cos’è che non funziona nelle nostre città e come mai l’Italia ha continuato a scivolare verso dati economici negativi. Non lo abbiamo visto parlare con nessun poveraccio, salvo i suoi giri veloci e le sue pacche sulle spalle. Ha visitato a mala pena qualche fabbrica, della lunga vicenda della Alcoa non ha preso mai nota, ha fatto i suoi gesti di potere disprezzando Squinzi e i sindacati, ma ha visto Landini che è ‘nuovo’ e cool ma non sembra avergli parlato a sufficienza da capire che lui e Landini vivono in luoghi diversi. Parla tanto di quote rose, ma non parla mai di aborto, di diritti, di bambini uccisi da madri a da padri in depressione. Non ha mai fatto una filippica sull’onestà collettiva, sulla evasione fiscale, in compenso abbiamo tante filippiche su gufi e invidiosi e specie altre. Non ha mai detto una parola sul disagio dei giovani, sul degrado che alcol droga e bassi affitti hanno scatenato questa estate sul nostro territorio nazionale, in compenso fa docce gelate, e prepara una mossa smart via l’altra, un permanente girotondo di discorsi, conferenze stampa, convegni - oggi sappiamo già della conferenza stampa di mercoledì e poi del convegno europeo di venerdì e poi della la visita all’Onu prima anticipata da quella - e dove altro? - alla Silicon Valley.

— Ma Renzi è adatto a governare? | Lucia Annunziata

12:29pm
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Ma se la voce lavoro è dispersa, la voce giustizia, la più delicata da vent’anni a questa parte, è finita dritta dritta di nuovo nelle secche dello scambio politico, irretita nelle fibrillazioni della maggioranza e delle preoccupazioni di Silvio Berlusconi. Stesso destino per le risorse fresche, i milioni promessi per il rilancio dell’economia, passati da 43 miliardi, oppure 30, altre cifre vaganti, a infine solo a 3,8.

— Ma Renzi è adatto a governare? | Lucia Annunziata

Settembre 1, 2014 at 4:42pm
1 nota

L’assenza dei limiti
A riguardo di questa prima questione sono molte le cose che ha senso mettere in evidenza. In primo luogo vivere in un mondo che promuove la logica del “tutto e possibile” e della massima realizzazione individuale (realizzate stesso - progetta la tua vita - il futuro è nelle tue mani…basta volerlo), mentre promuove tra le persone l’idea di un contesto buono e magnanimo, non permette lo sviluppo di un serio rapporto con l’ineludibile esperienza del limite e dell’impossibile, che vengono spostati all’infinito. Così i confini delle persone e tra le persone vengono continuamente superati, giungendo ad un punto nel quale non ci si sente mai “abbastanza qualcuno o qualcosa” e, per dare corpo alla domanda di identità (cosa pressoché impossibile in assenza di soglie e contorni chiari) si finisce per cercare disperatamente una risposta andando “oltre”.
Ma i limiti che vengono a mancare all’esperienza di crescita degli adolescenti non sono solo quelli appena citati, sono anche quelli che gli adulti faticano a rappresentare loro. Il conflitto tra le generazioni sembra ormai abbondantemente finito e con esso la capacità di sviluppare pratiche di “tenuta educativa” (essere coerenti in comportamenti e norme in relazione ai valori fondamentali della vita e delle relazioni con gli altri e con il mondo). Pare ci sia poco da mostrare; sembra che non ci sia un’idea di mondo e di persona che valga la pena proporre e far sperimentare. I bambini sono considerati come “portatori innati di verità e capacità” che, dunque, devono essere soltanto aiutate ad uscire all’esterno. Il clima educativo è estremamente affettivo, il conflitto ed il timore reverenziale scompaiono, lasciando spazio ad una grande valorizzazione del sé che produce, in chi sta crescendo, l’impressione che vi sia un aumento significativo delle attese e delle aspettative nei propri confronti. Questa situazione in alcune situazione si rivela utile stimolando l’investimento su di sé e l’anticipazione di buoni risultati in ambiti diversi della vita dei ragazzi. Ma ciò accade solo in alcune situazioni, in quelle nelle quali c’è già un substrato sociale, educativo, economico e culturale sul quale “adagiare” tali aspettative. Nelle altre circostanze, la maggior parte, dove queste condizioni sono scarse o inesistenti, il rischio frequente e che il bambino, sentite le alte attese, si convinca di non essere all’altezza, di non essere in grado di rispondere a cotante speranze, di fare brutte figure e non avere il “successo” tanto atteso da chi gli sta attorno. Questa paura può avere due effetti opposti: può rendere fragili rispetto a tutto ciò che potenzialmente potrebbe pervenire d chi sta attorno - critiche, commenti negativi, prese in giro, sensazione di non risultare simpatico, capace ed altro ancora; oppure lo stesso sentimento affiancato al bisogno di riconoscimento particolare e valorizzazione affettiva, acquisiti grazie all’immersione nel contesto educativo affettivo nel quale si è cresciuti, possono rendere le persone ricercatori di un “protagonismo a tutti i costi” agendo, anche, in modo prepotente e spavaldo.
Sono, dunque, evidenti le grandi responsabilità che abbiamo nel rivestire il difficile ruolo di adulti e nello scegliere un adeguato stile educativo. Si è anche non un po’ disorientati, si va alla ricerca delle indicazioni sul da farsi: ci fu il tempo del permissivismo; poi quello dei “no che aiutano a crescere”, il tempo dell’affettività spinta e della negazione del conflitto se non in forma rappresentata… Non ci sono soluzioni prescrivibili, è ovvio. Importante è concepire l’educazione per quello che è: un atto intenzionale di violazione, attraverso il quale aiutiamo le persone a crescere in bontà e giustizia. Perché questo accada è necessario che si faccia intravedere un mondo possibile ed un’idea di donna e di uomo verso le quali orientare la crescita. Chi è giovane si aspetta questo da chi è più grande: si aspetta una proposta con la quale confrontarsi, entrare in discussione per modificarla, farsene una propria. Ma in assenza di una proposta “fuori da te” è impossibile generare una Idea propria di sé, del mondo e di sé nel mondo.
Vi è poi un ultimo insieme di limiti che oggi sono stati gradualmente erosi e che finiscono per avere una relazione con gli atti di bullismo e prevaricazione tra le persone: sono le frontiere tra le persone. Non si usa più dire “noi”, il trionfo attuale è quello dell’io, di un “io” sempre più ridotto, perché alla ricerca disperata di luoghi pubblici e collettivi nei quali esprimersi. Ricerca inutile, perché vi sono sempre meno oratori, scuole, spazi sportivi, centri di incontro, piazze nei quali esprimersi ed incontrare l’alterità. Spesso resta solo la “banda”.

— http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10302

2:20pm
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Rebloggato da soycrates

Them: I don't think kids should be exposed to gay relationships.
You: Why not?
Them: It's introducing children to sexuality! They're too young for that!
You: So when a prince and princess kiss in a Disney movie, are they introduced to sexuality? When the prince and the princess get married and have a child, is that introducing your child to sexuality?
Them: NO! But if they see a man and a man, or a woman and a woman together... they're going to start asking questions! Like how a man and a man can... you know, do anything together.
You: You think the only thing people think when they see a gay couple is "I wonder how they have sex"? Furthermore, you think a CHILD is going to even know what that means? When the prince and the princess kiss, does your 4 year old daughter ask, "mommy, how do people have intercourse"? No. She just sees two people in love. If you remember when you were a kid, you probably didn't think about sex every time you saw two people happy together.
Them: But it'll bring up all kinds of questions, it'll confuse my child!
You: Then be a fucking parent and explain it to your child. The only question that might be brought up is "mom, why don't you want gay people to be happy?". And when you don't have a good answer for that question, you can look your child in the eye and say "It's because I'm a bigot".